Ieri ha avuto inizio ufficialmente il conclave che dovrà stabilire il successore di Benedetto XVI. Buona parte del mondo e tutti i media hanno concentrato la loro attenzione su piazza San Pietro…
Sappiamo tutto sui papabili, su quante votazioni ci saranno e come si svolgeranno, così come su quello che succederà nel chiuso della Cappella Sistina nei minuti successivi all’elezioni del nuovo Pontefice.

L’unico aspetto che finora i media italiani hanno trascurato è il costo per la collettività di un simile evento. La città di Roma per il conclave deve aumentare il numero di mezzi pubblici (metrò, bus e treni) in direzione del Vaticano, il numero di vigili urbani – e delle forze dell’ordine in generale – che svolgono funzioni di pubblica sicurezza in zona, oltre ad approntare quel materiale tecnico -dai maxischermi ai bagni chimici – per i tanti curiosi che affollano Piazza San Pietro. Per questo il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha inviato una lettera al premier dimissionario Mario Monti il giorno successivo all’annuncio dellle dimissioni di Benedetto XVI. Nella missiva l’amministrazione capitolina chiedeva supporto – sia in termini di risorse che in termini di mezzi – che si può quantificare in 4,5 milioni di euro. Solo per fare un paragone, il precedente Conclave – in quel caso però bisognava quantificare anche i funerali di Giovanni Paolo II – era costato agli italiani otto milioni di euro. Chiedere un contributo al ricco stato del Vaticano non sarebbe una cattiva idea… photo credit: J.Salmoral via photopin cc