L’azienda svedese Electrolux fa dietrofront: ha scritto a sindacati ed al governo Letta per annunciare un nuovo piano industriale, che prevede “investimenti per Porcia, e miglioramenti al piano per Susegana“. La notizia arriva dalla Uilm. Ne parla Gianluca Ficco, coordinatore nazionale del settore elettrodomestici per il sindacato.

L’azienda annuncia la disponibilità a dar vita ad un nuovo piano industriale, e apre sugli investimenti per lo stabilimento di Porcia – e quindi sarebbe scongiurato il rischio chiusura -, e sui tagli ai salari – su cui ci sarebbe una copertura attraverso ammortizzatori sociali. La Electrolux poi appoggia “la proposta avanzata dai sindacati al governo di ripristinare la decontribuzione a favore delle imprese che ricorrono a contratti di solidarietà come mezzo per abbassare il costo del lavoro senza intaccare i salari“.

Non solo, l’azienda svedese sta cercando soluzioni per tutti e quattro gli stabilimenti italiani – lo ha annunciato in una nota. Un cambiamento dovuto “anche alle proposte e disponibilità che stanno giungendo da parte del Governo e dalle istituzioni per interventi di supporto alla riduzione del costo del prodotto, con particolare riferimento al settore delle lavabiancheria“.

Ovvi i commenti positivi di Unindustria Pordenone ed del  ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato: “Il Gruppo comincia a ragionare sul grande sito di Porcìa in modo diverso da come sembrava averla inizialmente impostata: l’idea cioè di chiudere il sito e di trasferire la produzione delle lavatrici in Polonia“. E continua, la direzione del piano industriale “prevede il rilancio dell’elettrodomestico” non utilizzando solo il “costo del lavoro come l’unica leva per rendere il prodotto, la lavatrice in questo caso, competitiva nei mercati internazionali“.

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