Monti ha contribuito a rafforzare la fiducia nel nostro paese e l’effetto del suo charme, dicono gli economisti, è simile a quello di una riforma economica. Si pensi soltanto che finalmente lo spread è tornato intorno ai 300 punti. 

Un’analisi economica stilata su un noto quotidiano del Belpaese, dimostra come in termini economici, l’operato di Monti abbia lo stesso effetto di una manovra economica.

Chiaramente il premier e il governo tecnico cui si affida non sono gli unici artefici di questa parziale rinascita finanziaria dell’Italia. Ha contribuito molto anche l’iniezione di liquidità da parte della BCE nel sistema finanziario europeo.

Sta di fatto che dopo l’impennata registrata negli ultimi giorni del governo Berlusconi, lo spread che aveva raggiunto la quota di 575 punti base, è rientrato grosso modo nei ranghi ma la discesa potrebbe continuare. Adesso il differenziale tra Bund e Btp è stato abbattuto e si stanzia a quota 308, il livello più basso da settembre.

Anche i tassi decennali sono crollati e la fiducia in Monti cresce ancora. Il che vuol dire che gli investitori sono tornati a Piazza Affari e la Borsa tricolore ha recuperato il 2,9% degli scambi. Si parla di effetto manovra finanziaria perché se tutto va come deve, il nostro paese potrebbe pagare nei prossimi tre anni, circa 55 miliardi di interessi in meno.