Con un titolo un po’ provocatorio, l’Economist parla della crisi dell’area euro attribuendo la débacle non tanto alla poca stabilità della moneta unica, quanto piuttosto al panorama politico. Il quotidiano americano, infatti, chiama in causa Carlo Magno e la sua idea di Europa Unita.

Al di là della citazione storica, l’incipit dell’articolo firmato da , è clemente con l’Europa, perché giudica inspiegabile la sua incapacità di uscire dalla crisi e rintraccia l’origine di tutto in un vertice dei capi di stato e di governo UE, tenutosi il 28 ottobre 2010.

In quell’occasione, i rappresentanti di Francia e Germania, proposero di modificare il Trattato dell’Unione Europea e trovare un sistema in grado di salvare i paesi incapaci di pagare i debiti. Ma il tempo che ha portato alla firma del Trattato di Lisbona, ha scoraggiato qualsiasi iniziativa in tal senso.

Trichet propose all’epoca di includere i creditori privati nel programma di salvataggio, ma più d’un capo di stato obiettò che non si poteva chiedere ai cittadini di pagare le spese della crisi economica di altri paesi, più di quanto non facessero già.

In quel caso la politica vinse sulla soluzione finanziaria, ma a distanza di pochi mesi si è tornati alla soluzione di partenza e gli americani dicono che l’establishment europeo, purtroppo, non ha gli strumenti economici per trovare una soluzione plausibile, nonostante il sostrato politico sia indiscutibile.