Tv a pagamento o via cavo, è questo l’argomento di un interessante articolo apparso sull’Economist che ripercorre la storia della tv di qualità ed analizza gli scenari futuri.

Quello che all’inizio sembrava il sistema migliore per sopravvivere, adesso appare la rovina del sistema. In pratica, fino a quindici anni fa, tutte le trasmissioni televisive che ricevevano i premi della critica ed erano amati dal grande pubblico, erano proiettate sulle tv libere.

Il cavo, invece, era nato per le repliche, per le trasmissioni musicali e i cosiddetti televangelisti.

E’ stata la BBC ad intuire il business dietro la tv a pagamento lanciando la formula dell’abbonamento che rendesse disponibile soltanto ad alcuni utenti, dei contenuti di qualità.

All’inizio si trattava della boxe e di alcuni film. Nel tempo, invece tutte le serie tv più seguite hanno fatto il loro debutto nella tv a pagamento, così che al free sono rimaste le serie di secondo piano, i polizieschi, le sit-com e le gare canore.

La formula dell’abbonamento, per molto tempo ha pagato la tv di qualità, dove anche la pubblicità può essere tranquillamente bypassata dall’utente.

Adesso però gli abbonamenti sono in calo perchè i prezzi sono saliti alle stelle e molto semplicemente, i telespettatori non possono più permettersi la pay-tv.