L’analisi della Banca Centrale Greca è impietosa: il paese dovrà fronteggiare una recessione ancora più profonda del previsto nel 2012. Rivedendo le proprie stime dello scorso mese, la banca centrale ha stimato una contrazione del Pil del 5% nel 2012, contro la precedente proiezione di una contrazione del 4,5%. Per la Grecia si tratterebbe del quinto anno consecutivo di recessione, e renderebbe ancora più difficile raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica. La contrazione del Pil dal 2008 superebbe il 13%.

Proseguire nella strada delle riforme

La Banca Centrale stima che il tasso di disoccupazione potrebbe salire sopra il 19%, contro il 17,7% di fine 2011. Tale stima, però, è considerata ottimistica da alcuni istituti privati, che prevedono un rialzo ben sopra il 20%. Inoltre il deficit delle partite correnti, simbolo degli squilibri dell’economia greca, dovrebbe scendere meno delle attese, passando dal 9,8% al 7,5%. Solo lo scorso mese la stima era di un calo al 7%.

Il Governatore della Banca centrale George Provopoulos, in vista delle elezioni parlamentari del prossimo 6 maggio, ha avvertito che “Non vi è nessun modo semplice per uscire dalla crisi. Le riforme strutturali devono essere perseguite con determinazione”. Il Governatore ha poi aggiunto che “se, dopo le elezioni, ci sarà qualche ambiguità sulla volontà del nuovo governo e la società greca di attuare fino in fondo il programma concordato con i partner, il Paese correrà il rischio di trovarsi molto rapidamente in una situazione particolarmente difficile”.