I principali indici azionari asiatici hanno chiuso oggi in ribasso per la prima volta dopo quattro giorni per i timori sulle prospettive di crescita dell’economia cinese e per l’andamento negativo dei conti aziendali in Giappone. I segnali di rallentamento dell’economia riguardano, però, tutta la regione, come dimostrato dal calo delle esportazioni SudCoreane. Il Nikkei ha guidato i ribassi con una flessione dello 0,6% e il Kospi ha perso lo 0,1%. L’Hang Seng di Hong Kong ha sovraperformato chiudendo a +0,3% per le attese che le autorità cinesi possano intervenire per sostenere la crescita economica.

In Giappone trimestrali negative

Il Pmi manifatturiero cinese è sceso per il terzo mese consecutivo, portandosi da 50,2 a 50,1, contro attese di consenses per un rimbalzo a 50,4. Si tratta del minimo degli ultimi 8 mesi e di un valore in linea con una crescita molto modesta della produzione manifatturiera nei prossimi mesi. Questi segnali di rallentamento dell’economia potrebbero spingere le autorità ad intervenire. Secondo l’agenzia Xinhua News potrebbero essere incoraggiati i prestiti alle amministrazioni locali. China Resources Power holding ha chiuso in rialzo del 4,3%

Anche dall’economia della Sud Corea sono arrivate indicazioni negative. Le esportazioni, infatti, sono scese dell’8,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Samsung ha perso lo 0,7%. In Giappone, i risultati trimestrali pubblicati oggi sono stati generalmente più deboli delle attese degli analisti. Honda ha perso il 5,7% sulla scia di risultati inferiori alle attese, Komatsu il 7,1% e Sumitomo Heavy Industries il 14,8% dopo avere rivisto al ribasso le proprie stime sull’anno in corso.