Dopo un inizio di seduta positivo sulla scia dell’inaspettato surplus di bilancia commerciale giapponese, i principali mercati azionari asiatici hanno visto i guadagni limitati dall’andamento inferiore alle attese dell’indice di fiducia PMI manifatturiero in Cina, sceso in marzo per il quinto mese consecutivo. Il Nikkei è riuscito a sovraperformare chiudendo con progresso dello 0,4%, mentre la borsa cinese è arretrata dello 0,1%. Lo S&P/Asx200 australiano ha chiuso a +0,4% grazie ad un rally nel finale sulla scia dei titoli finanziari.

Prospettive economiche in primo piano

In Giappone la notizia che il paese ha registrato un surplus di bilancia commerciale di 32,9 miliardi di Yen contro attese di un deficit di 120 miliardi, ha favorito le società esportatrici, con Nissan a 1,5%. Hanno, invece, chiuso in leggero calo le società che hanno una forte esposizione verso il mercato cinese sulla scia delle deboli indicazioni provenienti dalla seconda economia mondiale.

Il preliminare di marzo dell’indice PMI manifatturiero cinese elaborato da HSBC ha registrato un calo da 49,6 a 48,1, restando per il quinto mese consecutivo sotto la soglia di 50, segnalando una contrazione del settore manifatturiero. Per contrastare questi segnali di rallentamento dell’economia, la Banca del Popolo Cinese ha deciso di tagliare il livello delle riserve da detenere per altre 379 filiali della Agricultural Bank of China. Questa mossa dovrebbe aumentare la liquidità sul mercato di 23 miliardi di Yuan.