Dopo lunghe attese è stato inaugurato il MUSE, nuovo museo della scienza e ultima creatura dell’architetto genovese Renzo Piano.

Senza dubbio uno dei pochi progettisti italiani apprezzato anche all’estero, questa sua ultima composizione spicca per la mirabile intuizione di riproporre il profilo delle montagne circostanti, data dal gioco delle intersezioni tra la copertura a falde e i piani dell’edificio stesso. Severa anche la scelta di adottare criteri di eco-compatibilità, tema questo molto caro a Piano. La cura e l’attenzione di Piano verso l’eco-compatibilità, punta sopratutto verso il controllo dell’irraggiamento, la ventilazione e illuminazione naturali, il recupero delle acque piovane e l’utilizzo per la costruzione di materiali di provenienza locale, anch’esso aspetto non trascurabile della composizione architettonica.

L’edificio, realizzato su un’area dove sorgeva lo stabilimento Micheline, non solo richiama le vette nelle forme ma anche nel concetto di discesa dalla montagna verso le foreste. I visitatori infatti nel loro tour museale potranno partire dal quarto piano, dove sono investiti da ambientazioni con vette  tra ghiacciai e neve, e la discesa li porterà a visitare ambientazioni sempre più diverse, per concludersi poi nel piano interrato dove è di scena un “paradiso” tropicale. Impattanti sono le installazioni lungo il percorso museale, che invadono il visitatore con video e riproposizioni acustiche reali dell’ambiente che in quel momento lo circonda.

All’ingresso i visitatori sono attesi da un enorme cavedio, che punta fino al lucernario e come un cannone di luce, “spara” illuminazione naturale lungo i piani del percorso fino al piano interrato.

L’edificio non è un intervento fine a se stesso, ma fa parte di una importante riqualificazione urbana della città, che prevede la realizzazione di attività e servizi, come uffici, residenze e parco pubblico, in un’area che punta a ricucire il dialogo della città con il fiume.

Qui è possibile visualizzare il video dellla presentazione del museo