Nonostante la terribile concorrenza del download illegale  il 2011 ha segnato il boom delle vendite online di musica. Secondo i dati diffusi dalla FIMI, Federazione Industria Musicale italiana, la musica online ha fatturato nell’anno appena concluso 27,5 milioni di Euro, con un incremento del 22% rispetto all’anno precedente. Il tasso di crescita è stato più che doppio rispetto a quello dell’anno precedente.

La crescita è stata guidata dagli album digitali, cresciuti del 37% nel 2011 e più che triplicati rispetto al 2009, mentre quella dei singoli si è fermata ad un pur onorevole +25%. Si è registrato un vero e proprio boom per lo streaming video, guidato da YouTube, che è salito del 64% portando un introito di 4,5 milioni in totale alle case discografiche, beneficiarie della pubblicità ospitata sui video dei loro artisti.

I discografici hanno assegnato il merito della crescita del mercato legale all’incremento dell’offerta di contenuti online. Anche in Italia infatti sono ormai molteplici i tentativi di aprire mega-librerie di file online, accessibili all’ascolto gratuito o dietro il corrispettivo di pochi centesimi di Euro.

Nel complesso, però, i numeri dell’industria musicale italiana restano negativi. Il fatturato del 2011 è sceso da 135 a 130,5 milioni di Euro, un ribasso del 4% guidato dalla contrazione del 9% del supporto fisico. Tuttavia, un timido segnale di ripresa è arrivato in dicembre, con le vendite di dischi salite del 13,5%, soprattutto nel settore del compact disc, segnale di una ancora forte vitalità del supporto fisico, che in Italia rappresenta tutt’oggi l’80% del mercato.