Sembra proprio che il colosso informatico di Cupertino sia incapace di stare a lungo lontano dai tribunali. Stavolta a citare in giudizio la Apple è il governo americano con l’accusa di aver formato un cartello con delle case editrici per aumentare il prezzo degli e-book.

La situazione è molto semplice: in America Amazon si è inventata il Kindle, il lettore di e-book che ha subito guadagnato una buona fetta di mercato. Anche nel nostro paese chi vuole un e-reader, spesso, lo ordina tramite Amazon.

Dopodiché la “libreria” in questione, per spingere le vendite del Kindle, ha adottato una politica di pricing molto aggressiva con le famose offerte a 9,99$. A questo punto Apple ha cercato di prendere le contromisure ma contravvenendo alle regole della concorrenza.

L’accusa a suo carico, infatti, è che abbia costituito un cartello con le case editrici Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster, per far aumentare il prezzo degli e-book ed isolare Amazon.

Adesso Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster stanno cercando di evitare la battaglia giudiziaria e potrebbero accordarsi a livello extragiudiziale con il governo. Intanto un’inchiesta analoga è stata avviata in Europa e la Commissione Europea ha suggerito delle soluzioni analoghe.

Joaquin Almunia dice che saranno prese in considerazione tutte le proposte da parte delle case editrici e della Apple, prima di proseguire con la via legale.