Alla Grecia servono altri due anni per riassestare i conti pubblici”. Lo dice dal summit di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale di Tokyo il direttore generale dell’FMI Christine Lagarde, che  per la prima volta si è espressa esplicitamente su su questo tema, dicendo chiaramente che l’FMI propende più per una dilazione e per una riduzione del debito in favore di Atene, che per un aumento degli aiuti.

Secondo il numero uno dell’istituto di Washington, non si risparmieranno “né tempo né sforzi per fare davvero tutto ciò che possiamo per aiutare la Grecia”, con lo scopo di “assicurarci che possa rimettersi in piedi e tornare un giorno sui mercati finanziari senza bisogno di continua assistenza”. Una riduzione del debito, ha affermato il capo dell’FMI, sarebbe auspicabile prima che il salvataggio da 130 miliardi di euro possa procedere. L’esecutivo greco, negli scorsi giorni, ha previsto che il debito di Stato salirà al 179,3% del Pil nel 2013, ben lontano dal target del 120% da raggiungere entro il 2020 secondo i parametri imposti dalla troika.

Dal vertice di Tokyo l’appello di Christine Lagarde si è rivolto in generale a tutto il globo. Rispetto ad aprile – ha detto – “la ripresa economica è più lenta, una situazione che colpisce non solo le economie avanzate ma anche quelle emergenti”. Secondo il numero uno del Fondo, è necessario tenere anche queste ultime sotto stretta sorveglianza.
Per quanto riguarda Usa ed Eurolandia il Fmi si attende una maggiore cooperazione, con l’obbiettivo di risolvere il fiscal cliff, di rendere sicuri i mercati finanziari e di combattere gli attuali – “inaccettabili” – tassi di disoccupazione giovanile.