Due accise generano i rincari del prezzo dei carburanti. I fondi raccolti saranno usati per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo e supportare economicamente lo stato nella gestione dell’emergenza immigrazione.

La notizia, che sembra ormai rincorrere gli italiani, è che benzina e gasolio sono aumentati di 8 centesimi in 4 giorni, così com’era stato annunciato e quindi previsto dall’agenzia delle Dogane. I rincari, però sono da attribuire alla tassazione alla fonte applicata ai carburanti che scontenta gli italiani ma ha provocato di recente anche le proteste dei cittadini inglesi. In pratica la radice del malcontento è nelle accise.

Ogni accisa, ogni tassa, ha a sua volta un’origine, quasi una giustificazione: il primo aumento di 4 centesimi, per esempio, è servito per accumulare contanti al fine di supportare economicamente lo stato nell’emergenza immigrazione. In pratica l’afflusso definito dal governo eccezionale e riferito all’entrata dei cittadini nordafricani nel nostro paese, ha richiesto un fondo e così è stata introdotta questa “tassa” per l’accoglienza.  Il secondo aumento che preoccupa gli automobilisti, previsto per luglio, invece, serve per rimpinguare le casse del Fondo Unico per lo spettacolo, il Fus. Questa accisa non è una novità, perché era inserita nel Decreto Milleproroghe, cioè la legge del 31 marzo 2011 numero 34 che conteneva le “disposizioni urgenti in favore della cultura”.

Le associazioni di consumatori hanno protestato contro le accise perché, nonostante abbiano rifinanziato il settore dello spettacolo con circa 140 milioni (settore che aveva subito dei tagli drastici in precedenza), sono in controtendenza rispetto alla diminuzione tendenziale del prezzo del petrolio al barile nel mercato internazionale.