La riunione della BCE non ha portato sorprese ai mercati, con le autorità monetarie di Francoforte che hanno deciso di mantenere i tassi invariati all’1% e di non annunciare nuove operazioni straordinarie per fornire un sostegno alla liquidità delle banche. Entrambe le mosse erano ampiamente attese dal consensus degli economisti. L’attenzione si è, così, concentrata sulla conferenza stampa del presidente della BCE Draghi.

Il successo dei prestiti a 3 anni alle banche

Nel tradizionale incontro con la stampa, Draghi ha sottolineato il grande successo delle aste a tre anni che hanno iniettato oltre mille miliardi di liquidità nel sistema finanziario europeo ma ha anche evidenziato come sia ora necessario che i Governi adottino ora quelle misure per andare incontro ad un’unione fiscale più stretta, fondamentale per assistere ad una ulteriore stabilizzazione.

Draghi ha detto di attendersi una graduale ripresa nella seconda parte dell’anno, anche se i tecnici della BCE hanno rivisto al ribasso le stime sulla crescita economica: il Pil crescerà tra -0,5% del Pil e +0,8% nel 2012 e tra 0 e 2,2% nel 2012 mentre lo scorso dicembre le stime erano per un Pil 2012 tra -0,4% e +1%, e per il 2013 tra un +0,3% e +1,3%. L’inflazione è attesa rimanere sopra il 2% per tutto il 2012.

Sono anche state smentite le voci di tensioni con la Bundesbank. Draghi ha detto che “le relazioni con il presidente della Bundesbank e membro della Bce Jens Weidmann sono eccellenti” e che “siamo tutti sulla stessa barca e credo che non ci sia niente da guadagnare da litigi e dichiarazioni pubbliche esterne al consiglio direttivo”.

Le parole di Draghi hanno rafforzato l’ottimismo sulle prospettive dei mercati europei, testimoniato in mattinata dal calo dello spread BTP-Bund sotto la soglia 300 punti base, ai minimi dal 1 settembre, fino a toccare i 293 punti. Il rendimento del titolo di Stato decennale è sceso sotto il 4,8%.