In quello che è stato probabilmente il passaggio più importante in una lunga intervista rilasciata al Wall Street Journal, il presidente della BCE Mario Draghi ha evidenziato come il modello sociale europeo sia superato, soprattutto di fronte ai drammatici tassi di disoccupazione giovanile, che in alcuni paesi, come in Spagna, sfiorano il 50%. A parere di Draghi le riforme strutturali del mercato del lavoro sono necessarie per aumentare l’occupazione, specialmente giovanile, e, quindi, i consumi e la spesa.

Riformare il mercato del lavoro

In quello che è stato probabilmente il passaggio più importante in una lunga intervista rilasciata al Wall Street Journal, il presidente della BCE Mario Draghi ha evidenziato come il modello sociale europeo sia superato, soprattutto di fronte ai drammatici tassi di disoccupazione giovanile, che in alcuni paesi, come in Spagna, sfiorano il 50%. A parere di Draghi le riforme strutturali del mercato del lavoro sono necessarie per aumentare l’occupazione, specialmente giovanile, e, quindi, i consumi e la spesa.

Riformare il mercato del lavoro

Il presidente della BCE ha evidenziato che l’attuale meccanismo del mercato del lavoro in alcuni paesi dell’area Euro è molto penalizzante per i giovani e per questo dovrebbe essere riformato. “C’è un mercato del lavoro a due velocità: molto flessibile per i giovani che hanno contratti di tre o sei mesi che possono essere rinnovati per anni e altamente inflessibile per la parte protetta della popolazione, dove i salari riflettono più l’anzianità che la produttività”. Tutto il peso della flessibilità è, quindi, riversato sui giovani. Fondamentale è anche procedere nella strada delle liberalizzazioni, per aumentare il potenziale di crescita.

Nell’intervista, Draghi parla della necessità per i Paesi dell’area euro, compresi quelli più in difficoltà, di continuare con le politiche di consolidamento fiscale e con gli sforzi per raggiungere gli obiettivi di bilancio concordati con l’Unione Europea. In caso contrario i mercati potrebbero tornare a punire i paesi in difficoltà.

Draghi, inoltre, ha detto che è ancora presto per dire che la crisi è passata, ma ha aggiunto che negli ultimi mesi sono arrivati segnali incoraggianti: i mercati finanziari sembrano aver acquistato una maggior stabilità, e dopo un ultimo trimestre del 2011 con risultati economici piuttosto deboli la situazione complessiva sembra migliorare. Infine, ha sottolineato che a suo parere il Portogallo non avrà bisogno di un nuovo prestito delle istituzioni internazionali.