Mario Draghi ritorna a vestire i panni di superman e le Borse rispondono tutte con il segno più. Milano cresce del 2,1% – dopo aver segnato anche un +4% -, mentre Francoforte sale dell’1%, e Parigi dell’1,8% – e pure il Dow Jones segna un +0,3% e il Nasdaq dello 0,5%. Da una parte il presidente della Bce ha deciso di tagliare il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,0% (prima eravamo allo 0,05%). Non è il solo tasso a scendere: viene ridotto anche il tasso sui depositi dal -0,3% al -0,4%, e il tasso di rifinanziamento marginale dallo 0,3% allo 0,25% dallo 0,30%.

Dall’altra parte viene rafforzato anche il programma di quantitative easing: l’acquisto di bond è stato portato da 60 a 80 miliardi di euro al mese. Ma non solo, la Bce potrà acquistare anche i bond emessi dalle aziende più solide – e non solo titoli di Stato -. Ed è stato alzato dal 33 al 50% il limite acquistabile di ciascuna emissione di bond. L’orizzonte temporale del programma Qe è il marzo del 2017, ma si potrà andare oltre – le parole ovviamente sono di Mario Draghi – “se la Bce lo riterrà necessario“.

Bisogna rilevare poi che le nuove operazioni di finanziamento agevolato – ovvero le aste Tltro -: a partire dal prossimo mese di giugno ce ne saranno quattro, e avranno scadenze più lunghe (passando da tre a quattro anni) con tassi per le banche che potranno andare anche in territorio negativo. In pratica la banche potranno raccogliere fondi da utilizzare nell’economia reale e verranno remunerate per farlo.

Chiudiamo ricordando le stime che ora la Bce fa dell’inflazione e del Pil. Nel 2016 i prezzi saliranno solo dello 0,1% (contro il precedente +1%), mentre nel 2017 e nel 2018 si prevede il +1,3% e +1,6%. Sul Pil la crescita dovrebbe scendere nel 2016 dal +1,7% di dicembre all’attuale +1,4%. Per il 2017 si passa dal +1,9% al +1,7%, mentre la prima proiezione per il 2018 è per un +1,8%.