Intervenuto a Francoforte ad una Conferenza sul rapporto tra la BCE e gli esperti che si occupano di analizzare le sue decisioni di politica monetaria, il presidente della BCE Mario Draghi ha ribadito, come fatto in occasione della conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio Direttivo di inizio mese, che in questa fase della crisi sono predominanti le scelte politiche. La politica monetaria, invece, dovrebbe avere un ruolo marginale poiché la crisi del debito nei paesi periferici non dipende da questa.

Importante una maggiore unione politica

Draghi ha confermato che la Bce non può colmare tutte le falle nel processo di integrazione europea, aggiungendo che una situazione complessa non può essere risolta con una singola azione. In linea con quanto sempre sostenuta dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel, Draghi ha evidenziato che, perché l’unione monetaria sia più forte, sarà necessario un potere centralizzato, anche se una maggiore integrazione non significa cedere sovranità.

Ad ogni modo, Draghi ha confermato che la Banca centrale europea continuerà a garantire liquidità se necessario, ma solo alle banche solventi. Parlando poi del maxi prestito triennale alle banche con tasso all’1%, il presidente Bce ha sottolineato che è ancora presto per vedere in pieno i suoi effetti. Secondo Draghi “é troppo presto per trarre conclusioni definitive circa il comportamento di una singola variabile – nel dettaglio il credito delle banche all’economia privata – visto che è influenzata da una moltitudine di fattori”. Nel momento attuale in cui c’è “una domanda di credito molto debole e un’accresciuta avversione al rischio, un rimbalzo nel volume dei crediti risulta particolarmente rallentato”.