In un’intervista al quotidiano tedesco Bild, il presidente della BCE Mario Draghi si è dimostrato ottimista su un calo delle tensioni sulla crisi del debito dei paesi periferici, dichiarando che “il peggio è passato, ma ci sono ancora rischi. La situazione si sta stabilizzando”. Draghi si è detto pronto a intervenire “immediatamente in modo preventivo” se il rischio inflazione dovesse peggiorare, anche se ha specificato, che alla luce dell’aumento di benzina e tasse in molti Paesi “siamo da mesi stabilmente all’1,5%”.

Lode al modello tedesco

Con riferimento alle dinamiche dell’inflazione, da sempre principale fonte di preoccupazione per i tedeschi, il numero uno della BCE ha specificato che la liquidità data alle banche non è fonte di preoccupazione poiché questi soldi non sono ancora stati rimessi nel circuito economico. Il presidente della BCE si è lasciato andare ad una lode del modello tedesco evidenziando come questo sia un esempio. “Il vecchio modello europeo di welfare state è morto, perché non può andare avanti senza il debito”, ha detto Draghi.

Il presidente della Bce ha aggiunto che “la fiducia degli investitori è tornata e la Bce da settimane non è più dovuta intervenire per acquistare bond per sostenerla. Adesso la palla è tornata ai governi. Devono essere loro a mettere durevolmente l’Eurozona al riparo dalla crisi”. Draghi, infine, ha minimizzato riguardo i presunti conflitti con il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, e ha negato qualsiasi spaccatura tra Europa settentrionale e meridionale: “Non c’è alcun fossato tra Nord e Sud. Il tempo dei conflitti è finito”.