Il quadro congiunturale ancora fragile continua a riflettersi anche sul mercato del credito alle famiglie. Infatti, a fronte del persistere di segnali negativi sul fronte occupazionale, della fiducia e dei consumi, la domanda di mutui da parte delle famiglie italiane procede con il freno a mano tirato. Nei primi otto mesi dell’anno è stato registrato un crollo del 44% della domanda di mutui rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-39% nel solo mese di agosto). E’ quanto emerge  dal barometro Crif, che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie, diffuso oggi.

“Nell’ultimo anno – commenta Simone Capecchi, direttore sales & marketing di Crif – la dinamica della domanda di mutui residenziali da parte delle famiglie ha evidenziato un consistente rallentamento, riflettendo il peggioramento sia del clima di fiducia sia delle prospettive sul mercato degli immobili residenziali”. E aggiunge: “A scoraggiare la richiesta di finanziamenti per la casa potrebbero aver concorso anche l’aumento dei tassi di interesse applicati ai nuovi contratti, l’introduzione dell’Imu oltre all’irrigidimento dei criteri di concessione derivanti dalle difficoltà di provvista da parte degli istituti di credito“.

Se si analizzano le richieste di mutui per fascia di durata, la distribuzione rimane sostanzialmente stabile anche se con andamenti differenti: le classi inferiori ai 20 anni risultano tutte in aumento mentre quelle oltre i 20 anni sono in calo. È però la classe compresa tra i 25 e i 30 anni ad risultare ancora una volta quella maggiormente richiesta dalle famiglie italiane, con una quota superiore al 30%.