Inizio d’anno ancora pesantemente negativo per la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane. In gennaio sono scese del 44% (dato ponderato sui giorni lavorativi) rispetto allo stesso mese del 2011. E’ quanto risulta dalle elaborazioni della CRIF, azienda specializzata nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie, di business information e di supporto decisionale. Prosegue, così, la tendenza negativa della fine dello scorso anno, quando le domande di mutui erano scese del 46% anno su anno in novembre e del 44% in dicembre.

È un trend ormai consolidato quello della diminuzione dei mutui. Il suo inizio può, infatti, essere fatto risalire al gennaio 2009, quando la crisi economica aveva iniziato a far sentire i suoi effetti in maniera drammatica. Nel 2009 le domande di mutui sono salite del 7% rispetto all’anno precedente, nel 2010 dell’1% mentre nel 2011 sono crollate del 19%.

Con riferimento alle domande di mutui presentate a gennaio 2012, la classe di durata che registra il maggior incremento è stata quella tra i 20 e i 25 anni mentre è quella tra i 25 e i 30 anni a essere maggiormente richiesta dalle famiglie italiane, con una quota del 30% sul totale. Al contempo, l’importo medio continua il calo già rilevato nel corso del 2011, andando a toccare i valori dello stesso mese del 2009, intorno ai 134 mila euro.

Questo ultimi dati sono il segnale della maggiore cautela che sta caratterizzando le famiglie italiane, a fronte anche dell’indebolimento dell’offerta di credito da parte delle banche.