Il mercato del lavoro statunitense sembra essersi ripreso ma arranca. E il mercato, in realtà, non dà conto dei progressi sociali ottenuti dalle iniziative firmate da Obama. Gli ultimi dati sulla disoccupazione USA sono quelli relativi al mese appena concluso, ottobre, in cui si è assistito ad un lieve calo del numero dei disoccupati. Il tasso è sceso dal 9,1 al 9 per cento, ma ci si aspettava qualcosa di più.

Il problema è che l’occupazione è rallentata e i nuovi lavoratori sono meno del previsto. Gli analisti prevedevano che nel mercato non agricolo fossero impiegate almeno 95.000 persone, mentre le retribuzioni sono cresciute solo di 80.000 unità.

Nel dettaglio c’è stato un incremento dell’occupazione nel settore privato, dove sono state create circa 104.000 nuove opportunità lavorative, a fronte di una contrazione del settore pubblico che ha perso 24.000 lavoratori.

L’incremento maggiore ha riguardato le aziende e i servizi professionali, a seguire il settore sanitario. Mentre resta stabile o meglio invariata, l’occupazione del comparto manifatturiero. Il peggior bilancio si registra nel settore delle costruzioni dove rispetto al mese di settembre sono state conteggiate 20.000 unità in meno.

I dati che hanno influenzato i titoli di Wall Street, sono stati commentati dal Segretario al lavoro che punta a far scendere il tasso di disoccupazione. Positiva, secondo Hilda Solis la performance del settore privato.