L’America è alle prese con la campagna elettorale e per questo i confronti tra il presidente uscente Obama e i dati su occupazione e disoccupazione, sono sempre complicati. In questi giorni, poi, le notizie diramate sull’economia sono poco rassicuranti. 

L’America dopo una battuta d’arresto dell’economia e dell’occupazione che aveva gettato governo e popolazione nello sconforto, ha trovato le motivazioni giuste per reagire. Negli ultimi cinque mesi, fino a febbraio, le assunzioni avevano ripreso ad essere in un quantitativo importante.

I dati relativi a gennaio e febbraio sono stati rivisti in positivo con un aumento di 4000 unità. In questo modo è stato ancora più evidente il crollo di marzo. Nel mese appena concluso, infatti, sono stati creati appena 120 mila posti di lavoro a fronte di un attesa di 200 mila nuovi impieghi.

Il tasso di disoccupazione, però è sceso dall’8,3 all’8,2 per cento e si tratta del risultato migliore registrato dal gennaio del 2009. Il calo sembra dovuto al fatto che un buon numero di americani è entrato nella forza lavoro o nell’insieme di coloro che sono in cerca di occupazione.

Il rapporto tra forza lavoro e popolazione attiva è calato dal 63,9 al 63,8 per cento. Per quanto riguarda le aziende avrebbero dovuto assumere 215 mila persone invece sono state inserite nel ciclo produttivo soltanto 121 mila soggetti.