I dati sulla disoccupazione in Italia presentano anche un altro aspetto di cui forse si tiene meno conto: il numero degli scoraggiati, ossia di coloro che non presentano alcuna aspettativa di trovare un’occupazione a breve. Spesso questa convinzione induce a non cercare più un posto di lavoro e genera una serie di situazioni preoccupanti anche sotto il profilo psicologico e sociale.

A mettere il problema sotto la luce dei riflettori è l’Unione europea, ed in particolare la Commissione, che ha stilato un rapporto sull’occupazione e sulla situazione sociale che ne deriva. Ebbene, secondo questo rapporto trimestrale, l’Italia presenta il maggior numero di soggetti scoraggiati, che si sono arresi alla disoccupazione.

Ciò che preoccupa maggiormente l’Unione europea è che il dato è addirittura peggiorato rispetto a precedenti rilevazioni: se nel primo trimestre del 2013 la soglia si assestava intorno al 11,8%, nel primo trimestre di quest’anno il dato è salito di un punto percentuale, arrivando al 12,8%.

E mentre Matteo Renzi si dice molto impegnato nella riforma del lavoro e punta ad eliminare tutti quei contratti che hanno generato la piaga della precarietà (qui tutti i dettagli), a capire cosa fare del Tfr e degli ammortizzatori sociali, l’Unione europea rileva come “La disoccupazione giovanile ha avuto una caduta significativa in molti Stati Ue rispetto a un anno fa, ciononostante resta molto alta e continua a crescere in Italia. Inoltre, mentre la disoccupazione a lungo termine sembra essere stabilizzata nella maggior parte dell’Ue, continua ad aumentare in quei Paesi dove è già alta come Grecia, Spagna, Italia e Cipro“.

Il rapporto si sofferma anche sulle entrate delle famiglie, che continuano ad aumentare in Paesi come Germania e Regno Unito mentre scendono in altri Stati come l’Italia, la Polonia e la Spagna.

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