Il tasso di disoccupazione in Italia resta stabile a gennaio 2016, fermo all’11,5 per cento. In compenso sale il numero degli occupati – soprattutto a tempo indeterminato, grazie agli sgravi fiscali concessi dal governo, nonostante questi ultimi siano stati ora in parte tagliati. Oltre alla crescita dello 0,8 per cento del Prodotto Interno Lordo, l’Italia ottiene dati interessanti anche sul mondo del lavoro, con più occupati e meno persone inattive. Un passo avanti che diventa più evidente confrontando i dati di gennaio 2016 con quelli di un anno prima (+426 mila assunti a tempo indeterminato da gennaio 2015).

Il tasso di disoccupazione è calato di 0,7 punti rispetto all’inizio del 2015: gli occupati di gennaio 2016 sono oltre settantamila rispetto a dicembre 2015 (+ 0,3 per cento) ma a pesare sul dato è soprattutto quello in merito agli occupati a tempo determinato (che invece cala di 28 mila unità). L’Istat, che si è occupata della rilevazione dei dati, fa notare come la crescita di coloro che sono riusciti a trovare un posto di lavoro è parallelamente opposta al calo degli inattivi (che invece fanno segnare – 63 mila unità).

In termini di disoccupazione, gennaio 2016 resta in linea con l tendenza di quattro mesi che lo hanno preceduto. Da qui i dati annui dal fronte dell’occupazione: i disoccupati sono a quota 2,91 milioni (169 mila unità in meno) mentre gli attivi sono scesi di 242 mila unità. Come al solito, però, preoccupa il dato sulla disoccupazione giovanile, anch’essa rimasta sulla stessa linea degli ultimi tempi: a gennaio 2016 è salita al 39,3 per cento. A salire sono soprattutto gli occupati che hanno dai cinquant’anni in su, insomma.

Per Matteo Renzi e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti i dat resi noti dall’Istat sono estremamente positivi. Renzi ha commentato così: “Con questo governo le tasse vanno giù, gli occupati vanno su, le chiacchiere dei gufi stanno a zero“.