Se non ripartiranno economia e consumi, sono più di 200mila i lavoratori che nei prossimi mesi potrebbero perdere il posto di lavoro.
L’allarme lavoro è arrivato ieri dall’Osservatorio Cisl che, rielaborando i dati Inps relativi al ricorso agli ammortizzatori sociali, ha calcolato in 208.283 i lavoratori a tempo pieno che sono in cassa integrazione straordinaria e in deroga, dunque a maggior rischio licenziamento rispetto a coloro che sono in cassa ordinaria (che dovrebbero essere “fermi” unicamente per ragioni temporanee di mercato). Un numero in calo rispetto allo stesso periodo del 2013, fa notare la Cisl, ma “ancora pericolosamente alto”.
Nello specifico poi, aggiunge la Cisl, il numero di lavoratori effettivi è anche più elevato, tenendo conto che l’analisi delle ore di cassa è stata modellata su un individuo con impiego a tempo pieno in cassa integrazione a zero ore, mentre tanti di coloro che sono in cig hanno un contratto part-time e non sempre la cassa integrazione è a zero ore.

Al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, ricorda ancora l’Osservatorio Cisl, ci sono 159 tavoli di confronto per aziende in crisi: le vertenze coinvolgono circa 120mila dipendenti e gli esuberi ammontano in media al 15% dei lavoratori delle imprese, 18 delle quali hanno già dichiarato la cessazione dell’attività (2.300 dipendenti coinvolti).

Nel 2013, ricorda infine il sindacato, la cassa integrazione ha di nuovo superato il miliardo di ore autorizzate (circa 90 milioni di ore al mese), nonostante la battuta d’arresto registrata dalle autorizzazioni di quella in deroga, che deve essere finanziata dal Governo (mentre la cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono finanziate dai contributi di lavoratori e imprese).

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