Un milione di disoccupati in più (e il 2014 non è iniziato meglio). Questo, secondo Istat, è stato il tributo di sangue che l’Italia ha versato alla crisi in termini di disoccupazione tra il 2008 e il 2013. Un salasso che è proseguito imperterrito anche nel corso del 2013, che anzi si è rivelato l’anno peggiore sotto il profilo occupazionale, con un aumento di 369mila unità (13,4% in più rispetto al 2012). S’impennano anche i dati relativi alla disoccupazione di lunga durata, quella superiore ai 12 mesi, che è salita dal 52,5% del 2012 al 56,4% del 2013. Complessivamente, il tasso di disoccupazione medio in Italia è cresciuto di 1,5 punti percentuali nel giro di un anno, per assestarsi al 12,9%, dcon punte vicine al 20% del Mezzogiorno: non era mai stata così alta dal 1977.

Come detto, il trend non sembra essere migliorato in questo inizio di 2014. Nel solo mese di gennaio il tasso di disoccupazione è cresciuto dell’1,9% e le proiezioni sull’anno parlano di un +8,6%; la disoccupazione giovanile (15-24 anni) è aumentata dello 0,7% rispetto a dicembre ed è ormai pari al 42,4% su scala nazionale, mentre al Sud è ormai prossima al 52%. Complessivamente, il numero dei disoccupati nel mese di gennaio ha raggiunto i 3 milioni e 239mila, 260mila in più rispetto al gennaio del 2012 e ben 1,7 milioni in più rispetto al 2007. Detta in altre parole: negli ultimi 7 anni la disoccupazione in Italia è raddoppiata.

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