È ancora allarme disoccupazione targato Bankitalia.
Per l’istituto di via Nazionale c’è crescita senza occupazione e le mancate riforme strutturali potranno avere l’ennesima ripercussione sul tasso di disoccupazione.
Se le prospettive dell’economia italiana migliorano, con il Pil che secondo le stime di Palazzo Koch crescerà dello 0,7% quest’anno e dell’1% nel 2015, “permangono rischi” al ribasso e il quadro economico generale resta caratterizzata da “elevata incertezza”: le condizioni del mercato del lavoro, specifica Banca d’Italia, restano dunque “difficili” e le mancate riforme strutturali fanno temere un ulteriore peggioramento dell’occupazione.

Le stime del Pil riportate dal Bollettino economico di Bankitalia sono comunque ben lontane da quelle del Governo Letta nel Def, +1% nel 2014 e +1,7% nel 2015, e la lenta ripartenza della crescita sia quest’anno, sia nel 2015, freneranno l’occupazione, stimata al 12,8% per il 2014 e al 12,9% per il prossimo anno.
Questa stabilizzazione e l’aumento delle ore lavorate che la sta accompagnando, inoltre, non incidono sul mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione, infatti, è continuato a salire per l’intero 2013, anche nel quarto trimestre (12,6%, dal 12,3% del terzo), periodo di un primo tiepido segnale di ripresa (o balzo) del Prodotto interno lordo italiano. Un trend ripercorso anche dal tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), che durante il 2013 ha mostruosamente sforato il 40%.
Solo la ripresa della domanda interna, ricordano da via Nazionale, potrà far ripartire davvero il mercato del lavoro.