Della serie qualcosa si muove (anche se non c’è certo da brindare): i dati dell’Istat sulla disoccupazione a marzo mostrano una riduzione del numero dei disoccupati. Si tratta di cifre minime – 5.000 unità – che hanno fatto scendere l’indice della disoccupazione dal 12,8% del mese precedente al 12,7%. Siamo comunque in aumento dello 0,7% rispetto a 12 mesi fa, ma c’è anche da dire che le attese ci davano fermi per il terzo mese consecutivo…

i Qualcosa si muove, ma è poca cosa. A marzo i disoccupati sono finalmente diminuiti, ma appena di 5mila unità. L’indice è così sceso al 12,7%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto a febbraio, ma in aumento di 0,7 punti rispetto ai dodici mesi precedenti. E’ un dato per certi versi inatteso, perchè le stime della vigilia erano peggiori. Un passo avanti rispetto al 13% annunciato a febbraio ma resta un panorama desolante: i senza lavoro sono ancora a 3.248.000 (+194.000 se si fa un confronto con il 2013), e soprattutto la disoccupazione giovanile non si schioda da un tragico 42,7%.

Difficile pensare che le cose cambino in meglio a breve, anche perché l’economia italiana fatica a ripartire: nel primo trimestre del 2014 il Pil è cresciuto di un misero 0,1%, le vendite al dettaglio a marzo segnano un -1% rispetto a 12 mesi prima e sono in lieve calo (-0,2%) nel confronto con marzo, la produzione industriale a marzo segna un +1,7% su 12 mesi (ma siamo a-23,9% su aprile 2008). Si alza infine il clima di fiducia delle famiglie (grazie soprattutto agli 80 euro del governo Renzi), ancora in calo quello delle imprese (a causa di alcuni settori, come le costruzioni).

La Germania con il suo tasso di disoccupazione del 6,7% è lontana anni luce, per noi, secondo gli analisti di Intesa San PaoloNella migliore delle ipotesi si potrebbe iniziare a vedere una marginale discesa della disoccupazione solo nella seconda metà dell’anno”.


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