Il dramma del lavoro è tutto in poche cifre provenienti dall’Istat: in Italia ci sono più di tre milioni di disoccupati - 3.127.000 per l’esattezza – per un tasso percentuale del 12,2% – in aumento dello 0,1% sul mese precedente (luglio 2013) e dell’1,5% nei confronti di dodici mesi fa.  aggiunge come sia stato uguagliato il massimo già raggiunto a maggio. Ancor peggio va ai giovani – ovvero tra i 15 ed i 24 anni -: il tasso di disoccupazione è al 40,1%, in aumento dello 0,4% rispetto a luglio e del 5,5% se guardiamo all’anno precedente.

I dati vengono confermati anche da Eurostat: vanno peggio di noi la Spagna – siamo al 56% -, e la Grecia - a giugno eravamo al 61,5%. Molto molto meglio di noi stanno la Germania (7,7%) e l’Austria (8,6%) – mentre il dato della disoccupazione giovanile a livello di Eurozona è del 23,7%.

Gli estremi del mercato del lavoro italiano si possono leggere nel rapporto del Cnel. I cosidetti Neet - acronimo della parola not in employment, education or training -, ovvero i giovani che non studiano e non cercano lavoro sono arrivati al 23,9% della popolazione giovanile, con punte del 35% al Sud. Ci sono poi gli Over 55 che a causa della riforma Fornero vedono allontanarsi l’obiettivo della pensione: sono aumentati +277.000 rispetto al 2011, e la maggior parte di loro sono occupati.

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