La disoccupazione non cessa di mietere vittime e quella giovanile è ormai alle stelle.
In questi cinque anni di crisi, poi, il trend si è gravemente orientato verso il basso e le stime vedono nero anche per il 2014, anno di ripresa economica (secondo l’Istat ma non per l’esecutivo, che parla di ripartenza già entro la fine dell’anno), ma di un ulteriore riassetto occupazionale, frutto dei piani di ristrutturazione già in corso d’esecuzione o solo deliberati.

I provvedimenti a sostegno dell’occupazione deliberati dal Consiglio dei Ministri con il decreto Lavoro 2013 sembrano per ora essere stati poco efficaci nel contrastare il fenomeno. Le recenti dispute sulle stime del Pil italiano tra Istat e Governo testimoniano, d’altronde, che la ripartenza dell’economia non è proprio ben visibile, salvo una rivisitazione del termine “ripresa”.
Lo stesso Decreto è apparso in Gazzetta Ufficiale a fine agosto ed è precoce cercare di valutarne gli effetti reali.
Ma ad eccezione di Garanzia Giovani, che sarà finanziata da Bruxelles, per tutte le altre misure si è parlato di “coperta corta” fin dalla presentazione del testo in Parlamento.
Misure che sono, ricordiamolo:
- incentivi alle imprese che assumono a tempo indeterminato giovani tra i 18 e i 29 anni (500 milioni di euro in tutto) che, in alternativa, risultino disoccupati da almeno 6 mesi, vivono da soli o con altre persone a carico, siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale (i più esposti al mancato ricollocamento). La misura, che per ogni giovane assunto a tempo indeterminato potrebbe arrivare fino a 650 euro mensili, ha un termine temporale di 18 mesi per i neo-assunti e di 12 per le trasformazioni dei contratti già in corso in contratti a tempo indeterminato.
- finanziamento tirocini per Curriculum (15 milioni di euro) di durata massima 3 mesi e con massimo 200 euro di retribuzione, per aiutare a coprire l’alternanza studio-lavoro degli studenti iscritti ai corsi di laurea 2013/14;
- aumento (5 milioni di euro) del Fondo per l’istruzione e la formazione tecnica superiore per istituire percorsi di istruzione e formazione professionale;
- rifinanziamento del Piano di Azione per la Coesione (80 milioni di euro) destinato all’inclusione sociale e diretto a enti e organizzazioni private impegnate nel sociale che richiedono la partecipazione di giovani in progetti di valorizzazione dei beni pubblici (anche attraverso l’erogazione di servizi collettivi);
- finanziamento specifico per i NEET del Mezzogiorno (168 milioni), destinato cioè a giovani (18-29 anni) che non lavorano, né studiano o prendono parte ad attività di formazione residenti o domiciliati nelle regioni del Sud, sotto forma di borse di tirocinio formativo con indennità di partecipazione in conformità a quanto stabilito dalle norme statali e, soprattutto, regionali;
- sostegno ad interventi specifici finalizzati all’assunzione di disabili (22 milioni);
- istituzione di una struttura di missione (a termine) presso il ministero del Lavoro per dare esecuzione al progetto comunitario Garanzia Giovani dal primo gennaio 2014;
- rifinanziamento di progetti di autoimpiego e autoimprenditorialità (80 milioni);
- estensione della Social Card a tutto il Mezzogiorno (167 milioni) nell’ambito del programma ‘Promozione per l’inclusione sociale’, finalizzato al contrasto della povertà e al sostegno delle famiglie in difficoltà;
- contributo mensile pari al 50% del sussidio Aspi al datore di lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato un disoccupato che lo sta percependo.

La misure ci sono, l’effetto è presto per stimarlo ma la coperta è davvero corta e la situazione lato occupazione peggiora sempre più, come lo stesso esecutivo ha confermato proprio in questi giorni.