Esattamente il contrario di quello che aveva promesso Silvio Berlusconi all’epoca della sua prima discesa in campo… Secondo l’Istat, i senza lavoro dal 1977 ad oggi sono aumentati di quasi 1,5 milioni di unità. Nel giro di 35 anni si è passati da 1.340.000 disoccupati agli 2.744.000. Il tasso di disoccupazione era pari allora al 6,4% ed oggi siamo al 10,7% - e secondo il Fmi arriveremo al 12% l’anno prossimo.

Ci sono sia più disoccupati maschi – siamo a +863.000 – che del gentil sesso – l’aumento in questo caso è di 541.000 unità. Allora come ora il prezzo più elevato viene pagato dai giovani: il tasso di disoccupazione nella fascia 15-24 anni è passata dal dal 21,7% del 1977 al tragico 35,3% del 2012.

Ovviamente il Sud risulta più colpito, con un tasso passato dall’8% di 35 anni fa all’attuale 17,2%. Più che dimezzati i lavoratori del settore agricolo, passati dall’11% del 1977 al 3,9% nel 2010. Riduzione di dieci punti percentuali per gli impiegati dell’industria, passati dal 38,4% del 1977 al 28,5% del 2010. Due occupati su tre hanno trovato lavoro nel terziario – esattamente il 67,6% nel 2010 contro il 50,6% del 1977.

Alla terziarizzazione si accompagna un aumento percentuale dei lavoratori dipendenti – saliti dal 68,8% al 75,2%.
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