Quasi 120mila lavoratori subordinati in meno entro fine anno, ai quali vanno aggiunti altri 12mila inquadrati con contratto a progetto: il saldo tra quanti entrano e i tanti che escono dal mondo del lavoro dipendente nel IV trimestre 2012 secondo l’indagine del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro resta fortemente negativo. Dei 158mila nuovi “ingressi” che dovranno completarsi entro dicembre, inoltre, solo il 19% risulterà assunto a tempo indeterminato o con la nuova formula dell’apprendistato, sulla quale spinge molto l’Esecutivo, mentre l’81% dovrebbe spaziare tra contratti a termine, stagionali e interinali compresi, e “autonomi” (collaborazione a progetto, partite Iva e prestazioni occasionali). Anche se, sottolinea il rapporto, si rileva un lieve aumento delle assunzioni di lavoratori subordinati rispetto allo stesso periodo di riferimento dello scorso anno e degli inquadramenti a tempo indeterminato nel confronto con il trimestre precedente (14,6% contro il 13,9%). L’indagine, condotta lo scorso settembre e resa nota venerdì, non tiene conto, ovviamente, di quanto possano impattare sulle dichiarazioni di intenti e sui progetti di espansione dell’organico già elaborati dalle aziende, in modo del tutto opposto, tanto gli incentivi previsti per l’assunzione di under 30 e donne di ogni età dal decreto del Ministero del Lavoro del 5 ottobre, quanto la rivisitazione al ribasso delle stime di crescita dell’Italia, e dell’Eurozona tutta, pubblicate dall’Ue in questi giorni.

Il quadro. “Nel programmare le entrate di nuovo personale le imprese manifestano tutta l’incertezza di questa fase congiunturale. Si ha quasi la sensazione che il tessuto produttivo, soprattutto nelle aree vocate all’export, abbia la tentazione di allargare la propria base occupazionale ma poi tema di fare il passo più lungo della gamba, introducendo in forma stabile nei propri organici nuovo personale”, il commento di Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere, all’analisi sulle assunzioni e il reclutamento di personale per il quarto trimestre 2012 pubblicata venerdì.
Dei 120mila lavoratori subordinati in meno, distribuiti tra tutte le regioni ad eccezione del Trentino-Alto Adige, dove inizia la stagione turistica, 12mila saranno interinali, anch’essi in saldo negativo nonostante l’ingresso di quasi 27mila nuovi soggetti. Il lavoro interinale, ricorda il comunicato Unioncamere, incide di quasi un terzo sugli ingressi nell’industria, per scendere ad una percentuale tra il 6 e il 9 % negli altri settori. Nei servizi, settore dove sono riprese le assunzioni e nel quale l’incidenza sulla forza lavoro dell’interinale è pari al 7%, si prevede entro fine anno un crollo del 16,5% del ricorso a tale tipologia contrattuale (-40% nei comparti commercio e turismo), bilanciata quasi interamente dal ricorso a lavoratori a progetto, inquadramento che, invece, arriva ad interessare un quarto della forza lavoro di questo settore per ridursi all’8,5% nell’industria. Per questi ultimi il saldo negativo dovrebbe ammontare a -11.600 unità.
Passando ai lavoratori non dipendenti, cui si ricorre frequentemente nei comparti caratterizzati da una segnata stagionalità, il calo di soggetti con partita Iva e “occasionali” registrerà, in media, un calo del 20,8%, dal -43% dell’industria al -14% dei servizi.
Nel dettaglio, dei 157.600 nuovi ingressi da subordinati 131.100 saranno dipendenti, quasi 28mila in meno del precedente trimestre (causa la tipica stagionalità dei lavori estivi) ma 12mila in più dello stesso periodo 2011, e circa 26.500 interinali. Se si aggiungono anche i 43.500 collaboratori “a progetto“ e i quasi 16.900 inquadrati con altre formule contrattuali quali lavoratori a partita IVA e con contratto di lavoro occasionale, il totale dei lavoratori che entrerà in azienda nel quarto trimestre 2012 ammonterà a circa 218mila unità.
Tra le novità segnalate dall’indagine spiccano, infine, l’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato, dal 13,9% del trimestre precedente al 14,6% del quarto, quello dei contratti a tempo determinato, dal 19,5% al 20,8%, e l’ulteriore crescita dell’apprendistato (8.700 posti contro i 7.300 del trimestre estivo), particolarmente apprezzato dopo gli interventi normativi in materia.

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