In Italia la disoccupazione giovanile si attesta al 38,4%.  La cifra sta rimbalzando dalla televisione ai giornali tradizionali e la rete. A questo dato Il Rapporto Annuale 2013 – La situazione del Paese firmato dall’Istat ne aggiunge un altro altrettanto preoccupante: il nostro paese ha la quota più in alta in Europa di persone tra i 15 ed i  29 anni che non fanno nulla: né lavorano, né studiano.

Per loro è stato coniato il termine di Neet, e nel 2012 rappresentano quasi un quarto – il 23,9% – dei ragazzi della loro età, per un totale di 2.250.000 persone. L’aumento nell’anno passato è stato di quasi 100.000 unità. Il tasso di disoccupazione per questa fascia di età, tra il 2011 ed il 2012, è passato dal 20,5 al 25,2% – al Sud il dato è ancora peggiore, perché si pasati dal 31,4 al 37,3%.

Sono i disoccupati che hanno contribuito maggiormente ad aumentare il numero dei Neet, visto che il numero degli studenti è rimasto sostanzialmente invariatoquattro milioni. Il problema del passaggio tra scuola e lavoro viene evidenziato da un dato: in Europa chi lavora entro tre anni dalla conclusione del proprio percorso di formazione è pari all’82% contro il 77% dell’Italia.

Un ultimo dato: i più colpiti sono quelli che hanno un titolo di studio più basso, ed in particolare chi ha solo la licenza media.
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