John Elkann (foto by InfoPhoto), presidente di Exor e di Fiat, spiega agli studenti di Sondrio perché il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è ormai prossimo al 40%: “Il problema dei giovani è che non hanno la giusta determinazione a trovare un lavoro. Forse non hanno una reale voglia di cogliere queste opportunità, perché non ne hanno bisogno, perché stanno bene a casa, oppure non ci sono sufficienti stimoli o non hanno la giusta ambizione a fare delle cose“. Un discorso illuminante da parte di uno che, per entrare nel Cda di Fiat a 21 anni, ha certamente dovuto strizzarsi le reni nelle miniere di sale sin da quando era una blastocisti.

E insomma, Yaki si iscrive al nutrito filone di potenti che trovano sia una buona idea spernacchiare gli indigenti. Senza tornare indietro fino alle brioche di Maria Antonietta, la classe dirigente italiana ci ha fornito diversi esempi in merito anche in tempi recenti. Il primo a iscriversi alla contesa fu Tommaso Padoa Schioppa, allora ministro dell’Economia del governo Prodi, che nell’ottobre del 2007 sintetizzò così davanti alla Commissioni Bilancio di Camera e Senato la norma sulle riduzioni per gli affitti dei più giovani: “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa“. Cinque anni più tardi, nell’ottobre del 2012, un altro ministro tecnico, Elsa Fornero, invitò i giovinastri di oggi a essere “meno choosy“, ovvero meno schizzinosi, al momento di scegliere quale carriera intraprendere; parole assennate a tal punto che, nel dubbio, sua figlia Silvia Deaglio non fu affatto schizzinosa nel prendersi due poltrone in simultanea all’università di Torino. Pochi mesi prima era stato il suo viceministro al Welfare, Michel Martone, a infierire sulla carcassa della nuova generazione, definendo “sfigati” quei poveretti che avevano ottenuto una laurea dopo i 28 anni. E che dire di Mario Monti, per il quale il posto fisso era “monotono”?

Mammoni, viziati, sfigati, inspiegabilmente attratti dalla noia. E ora, per John Elkann, anche pigri. Sarà per non aver a che fare con questa gentaglia che Fiat ha spostato la sede legale ad Amsterdam e quella fiscale a Londra.