Nuova puntata della disfida-diatriba-rissa verbale (fate voi) tra Diego Della Valle e John Elkann. E meno male che qualche giorno fa Mr Tod’s aveva detto “Ora basta con queste discussioni da pianerottolo, ce ne sono già troppe in questo Paese e non servono a nulla”.

Era l’ultimo atto di un botta e risposta di cui vi ho scritto qualche giorno fa. Poi è arrivata l’infelice dichiarazione di Jaki Elkann sui giovani svogliati, e il patron della Fiorentina non è riuscito a resistere. Davanti a Palazzo Vecchio, prima ha detto che avrebbero parlato “solo di calcio“, e poi è partito come un torrente in piena: “Il poveretto di Jaki non perde mai tempo di ricordare agli italiani che è un imbecille. Dovremmo fare un referendum e chiederci se lo vogliamo ancora in Italia“.

Il presidente della Fiat non ha fatto la stessa topica dell’ex-ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ma poteva capire che la sua dichiarazione avrebbe scatenato un certo tipo di reazione: “Il lavoro c’è ma i giovani non sono così determinati a cercarlo. Se guardo a molte iniziative che ci sono, non vedo in loro la voglia di cogliere queste opportunità. Non c’è l’ambizione a fare certe cose“.

Non poteva mancare il finale con attacco a tutta la famiglia Agnelli ed alla Fiat: “John Elkann è uno che appartiene ad una famiglia che ha distrutto una quantità industriale di posti di lavoro e, di conseguenza, anche le speranze di molti giovani. E’ una vergogna che uno degli Agnelli dica che oggi in Italia i giovani hanno i posti di lavoro. Uno che si permette di dire che i ragazzi stanno a casa perché non hanno voglia di lavorare, perché il lavoro c’è, è un imbecille, lo tengano a casa, lo tengano un po’ a riposo, vada a sciare“.