Uno dei passaggi chiave per il rilancio dell’occupazione giovanile è, per il governo, la staffetta generazionale, il meccanismo che agevola l’uscita dal lavoro degli anziani in cambio dell’ingresso dei giovani e che potrebbe estendersi anche ai dipendenti pubblici.
È quanto ha ribadito il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, in vista dell’incontro di oggi tra governo e parti sociali, sottolineando come la staffetta generazionale, con gli incentivi per le imprese che assumono giovani, il credito d’imposta per sostenere le retribuzioni dei dipendenti a basso reddito, la flessibilità dettata dalla riforma Fornero sulle pensioni e la possibilità di aderire, attraverso i nuovi centri per l’impiego, al progetto europeo mirato alla formazione e all’impiego degli under 25, sia un punto cardine del progetto di rilancio dell’occupazione giovanile.
I modelli allo studio, e che potrebbero essere discussi già oggi, sarebbero due.
Il primo, incentrato sull’impiego part-time, prevede che un dipendente prossimo alla pensione accetti di lavorare meno ore, con relativa riduzione dello stipendio, fino alla fine della sua carriera e che la sua azienda, in cambio, assuma un giovane con un contratto a tempo indeterminato o due giovani con un contratto a termine. Lo Stato, nel contempo, dovrebbe pagare una parte dei contributi del dipendente che accetta il part-time prima del pensionamento, altrimenti questi, riducendo l’orario di lavoro, si ritroverebbe  poi una pensione più bassa. L’altro modello prevede, invece, che il lavoratore anziano vada in pensione prima della scadenza naturale: soluzione, questa, che implicherebbe però delle modifiche alla riforma Fornero che ha alzato l’età pensionabile.

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