Non si placa l’emorragia del mercato del lavoro tra i giovani. A novembre è stato toccato il nuovo massimo degli ultimi 20 anni con un tasso di disoccupazione nella fascia d’età tra 15 e 24 anni pari al 37,1%. I dati Istat evidenziano come tra i giovani le persone in cerca di lavoro sono 641 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 37,1%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e del 5% nel confronto tendenziale.

Disoccupazione generale si mantiene all’11,1%
Stabile a novembre il tasso di disoccupazione in Italia che si mantiene sui livelli più alti dal 1999. I dati provvisori diffusi dall’Istat evidenziano una disoccupazione all’11,1%, invariata rispetto a ottobre e in aumento di 1,8 punti percentuali nei dodici mesi. La disoccupazione si conferma quindi sui massimi dall’inizio del calcolo delle serie storiche su base mensile (2004). Allargando lo sguardo ai dati precedenti calcolati su base trimestrale, si tratta del livello più elevato dal primo trimestre 1999. Gli occupati a novembre risultano 22 milioni 873 mila, in diminuzione dello 0,2% sia rispetto a ottobre (-42 mila) sia su base annua (-37 mila). Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, è in diminuzione di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e invariato rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 870 mila, registra un lieve calo (-2 mila) rispetto a ottobre. La diminuzione della disoccupazione riguarda la sola componente femminile. Su base annua la disoccupazione cresce del 21,4% (+507 mila unità).

Lo scorso mese il Centro studi Confindustria ha stimato per quest’anno un tasso di disoccupazione in aumento al 12,2% per poi arrivare nel 2014 al 12,4%. Se nel conteggio venissero inclusi i lavoratori in cassa integrazione la disoccupazione balzerebbe al 13,5% nel 2013 e al 13,6% nel 2014. Disoccupazione attesa in crescita, anche se in maniera più lieve, dall’Ocse che la vede all’11,4% nel 2013 e all’11,8% nel 2014 rispetto al 12% atteso per l’eurozona.