L’Unione Europea ha un enorme problema – aggiungerei causato in buona parte dall’austerità imposta in buona parte del continente… -: la disoccupazione. Questo dramma sociale è al centro di uno studio della Commissione europea citato dal quotidiano conservatore Die Welt. Il 24,2% dei cittadini dell’Unione Europea sono senza lavoro . mentre nel 2009 erano “solo” il 15%.

Un aumento dei disoccupati monstre: +5,5 milioni di persone, come gli abitanti di Roma o di Berlino – i dati risalgono al secondo trimestre 2013. In totale i disoccupati Ue sono quasi 27 milioni (l’11% dei cittadini europei in età da lavoro), ovvero come gli abitanti del Benelux.

Dal 2008, i disoccupati di lungo periodo sono raddoppiati, con l’Europa meridionale che ha raggiunto record agghiaccianti, come il 28% della Grecia ed il 27% della Spagna – un effetto anche dei tagli di personale nel settore pubblico.

E molti lavori non permettono di sfuggire dal pericolo povertà. Il riferimento ovvio va agli impieghi part-time o precari: tra il 2008 ed il 2013 sono cresciuti del 6,4% i lavori precari, mentre si registra un -4,6% per i posti di lavoro a tempo indeterminato o a tempo pieno.

Come ricorda il commissario europeo agli Affari sociali, Làszlò Andor, “purtroppo non è più vero che un posto di lavoro garantisca automaticamente un tenore di vita dignitoso, per cui dobbiamo concentrarci non soltanto sull’esigenza di creare nuovi posti di lavoro, bensì dedicare attenzione anche alla qualità degli impieghi offerti“.

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