Parliamo sempre di flessibilità nel mercato del lavoro e della produzione: è molto importante, ma non sempre è la cosa migliore. Assieme alla flessibilità occorre più protezione per chi nel mercato del lavoro non trova una soddisfazione continua”.
È quanto affermato ieri da Ignazio Visco all’università Ca’ Foscari chiudendo il convegno sul futuro dei giovani nell’ambito della 15esima Alma Laurea.
Davanti a noi abbiamo un periodo difficile, con una recessione mondiale iniziata con una crisi finanziaria che ha origini antiche e che per noi concerne il mancato aggiustamento delle politiche di bilancio seguite dal nostro Paese”, ha ricordato il governatore di Bankitalia alla platea veneziana, sottolineando che gli interventi macroeconomici più volte invocati per raddrizzare i conti non risolvono di certo i problemi strutturali, e la piaga della disoccupazione giovanile, che affliggono la nazione, finendo addirittura per porli in secondo piano.
Proprio per questo, ha aggiunto, è necessario smetterla di illudersi che “interventi di natura macroeconomica, che sono necessari e che cercano di mantenere i livelli di liquidità a livelli tali da non far crollare il credito, siano in grado di ovviare alle carenze strutturali del nostro Paese”. E nell’affrontare l’argomento riforme del lavoro, passaggio obbligato nel processo di risanamento e rilancio del Paese, il numero uno di via Nazionale ha ribadito ancora una volta quanto sia fondamentale investire nella formazione, unico strumento con cui garantire una maggiore partecipazione nella vita economica del Paese a giovani e donne, i più colpiti dalla recessione: le riforme, ha chiuso Visco, “sono necessarie affinché la nostra economia sia resa più inclusiva per i giovani e per le donne. Il capitale umano e gli investimenti in conoscenza sono importanti. Se abbiamo dei soldi dobbiamo investire lì, questa é la responsabilità della classe politica e dirigente”.

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