L’ennesimo bagno di sangue. Non so come altro definire i dati sulla disoccupazione pubblicati dall’Istat oggi: il dato generale è del 13% per il mese di febbraio – a gennaio eravamo al 12,9%. Per il nostro istituto statistico si tratta di una variazione nulla su base mensile e del +1,1% sull’anno. Ovviamente si tratta di un livello record dal 1977. Il tasso di occupazione é al 55,2%, il valore più basso  dal primo trimestre dell’anno 2000 – ciò vuol dire che Italia, tra i 15 ed i 64 anni, lavora solo poco più di una persona ogni due. Gli occupati complessivamente sono 22,216 milioni (-0,2% su base mensile mese pari a -39mila e -1,6% su anno pari a -365mila), i disoccupati sono 3,307 milioni (+0,2% su mese pari a +ottomila e +9% su anno pari a 272mila).

Come ha rilevato il nostro presidente del Consiglio Matteo Renzi al suo arrivo all’Ambasciata italiana di Londra, si tratta di “un dato sconvolgente“, e che la mancanza di lavoro rappresenta in Italia “il problema“, visto che in Italia, nell’ultimo anno “abbiamo perso 1.000 posti al giorno“.

E quel che è peggio, i giovani si trovano in una situazione ancor peggiore: la disoccupazione tra i 15-24 anni è al 42,3%. Siamo al -0,1% rispetto a gennaio, ma al +3,6% sull’orizzonte annuale. La disoccupazione giovanile rappresenta l’11,3% della popolazione in quella fascia (+0,2% su base mensile e +0.5% su base annua). Se si vanno a guardare i numeri, i disoccupati in questa fascia di età sono 678.000.

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