Disoccupazione ai massimi a oltre 11 anni per l’Italia con una crescita esponenziale soprattutto dei senza lavoro tra i giovani. A marzo il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,8%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,7 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta dei nuovi massimi da quanto nel 2004 l’Istat ha iniziato a calcolare la serie storica su base mensile. Prendendo in considerazione le serie storiche trimestrali, il tasso di disoccupazione si trova ai massimi dal terzo trimestre del 2000. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) è pari al 35,9%, in aumento di 2 punti percentuali rispetto a febbraio.

Disoccupati aumentati di 476mila unità nell’ultimo anno

Il numero dei disoccupati è aumentato del 2,7% rispetto a febbraio (66 mila unità). Su base annua si registra una crescita del 23,4% (476 mila unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,3% (-40 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si posiziona così al 36,7%, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,1 punti su base annua.
A marzo 2012 gli occupati sono 22.947 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-35 mila unità) e dello 0,4% rispetto a marzo 2011 (-88 mila unità). Il risultato è determinato dal calo dell’occupazione maschile.

Debole anche il Pmi manifatturiero

In flessione a  43,8 punti ad aprile l’indice Pmi manifatturiero italiano dai 47,9 punti del mese precedente. La lettura risulta ben sotto le attese che erano per un calo marginale a 47 punti. Debole soprattutto la lettura relativa ai nuovi ordini, con un tonfo da 45,7 a 39,2 punti, flessione più marcata degli ultimi 3 anni. Debolezza che preannuncia un ulteriore deterioramento dell’attività economica anche all’inizio del secondo trimestre. La prima lettura del Pil relativo al primo trimestre è in agenda il 16 maggio con il governo che lo scorso mese ha rivisto al ribasso le stime del Pil per l’intero 2012 a -1,2% dal precedente -0,4%.