Hanno studiato, hanno impiegato tempo e denaro per costruirsi un avvenire a partire dall’approfondimento e dal rispetto di una certa disciplina, ma poi non sono stati ripagati con la firma di un buon contratto di lavoro, non sono approdati al tanto discusso posto fisso. Quanti casi ci sono come questo?Il mondo del lavoro e del non lavoro è pieno di ragazzi che pur avendo in tasca una buona laurea non riescono a farla fruttare per aggiudicarsi un’occupazione come si deve.

Alcuni laureati disoccupati, si sono organizzati per protestare contro questo stato di cose. Gli atenei che hanno frequentato, infatti, dovevano illustrare loro il mercato del lavoro così com’è.

Questa singolare protesta è portata avanti da 75 ex studenti universitari americani di giurisprudenza che hanno deciso di avviare circa 15 cause legali per un valore di 200 milioni di dollari ciascuno contro le loro università.

In America frequentare un buon ateneo costa anche parecchio: si parla di 15o.000 dollari da investire sulla propria formazione ma, a questo punto, senza la certezza che in qualche modo possano essere recuperati lavorando.

Sotto accusa sono finite soprattutto le università di giurisprudenza che, a fronte di un mercato degli avvocati completamente saturo, hanno continuato ad accettare iscrizioni.

A nove mesi dalla laurea, in America, il tasso di disoccupazione dei giovani varia dall’88 al 98 per cento e spesso è tenuta in considerazione più un’esperienza pregressa in uno studio legale, piuttosto che la preparazione accademica.