Non sempre la voglia di divertimento paga chi il divertimento lo produce. Anche se la struttura è in piedi da un ventennio. Un’affermazione che sembra adatta a descrivere la situazione finanziaria di Disneyland Paris, dopo vent’anni in perdita per circa 2 miliardi di euro.

Chissà cosa ne pensa Paperon De Paperoni di quel che sta succedendo ad Eurodisney, anzi pardon! A Disneyland Paris. In questo paradiso europeo del divertimento, dopo vent’anni, i magnati del divertimento del vecchio continente hanno smesso di sorridere e fronteggiano un buco di 1,9 miliardi di euro. Tutti debiti.

Il 12 aprile del 1992 nasce a Marne-la-Vallée il più grande parco di divertimenti europeo con il nome di Eurodisney, sulle ceneri di un’estesa coltivazione di barbabietole. Portare un pezzo d’America nel Vecchio Continente fu definito all’epoca una Chernobyl Culturale ma Robert Fitzpatrick rispondeva alle critiche dicendo ironicamente di aver paura di riscuotere troppo successo.

Questo boom, almeno all’inizio non c’è stato e i numeri dell’inaugurazione, in questo senso, sono emblematici. Ci si aspettava di veder sfilare nella Capitale francese almeno 500 mila visitatori per l’inaugurazione ma ne sono stati contati soltanto 25 mila.

Con il cambio di nome, dal 1995, s’iniziarono a contare i profitti fino alla nascita di un secondo parco tematico nel 2002. Sono spuntati hotel, ristoranti e sono arrivate la tanto attese folle di visitatori. Ed ora? Con la crisi economica la situazione è peggiorata di nuovo: perdite in borsa, debiti e un altro capo del parco, il sesto in vent’anni.