La SIAE è senza dubbio una gran rottura di scatole. In diverse situazioni ci ha complicato la vita. Per difendere il diritto d’autore ci dicono. Ma è proprio così?Prendiamo i cosiddetti diritti di repografia – ovvero quelli dovuti da chiunque faccia la fotocopia di un libro altrui. Negli ultimi sette anni, oltre 22 milioni di euro sono stati incassati dalla Società Italiana Autori Editori a questo fine.

Un fiume di denaro che è entrato nelle casse della SIAE e che non è chiaro come sia stato ripartito tra gli autori dei libri in questione. Se si naviga nella sezione del sito della Società dedicata a questo argomento, si trova un elenco lunghissimo di autori – che comprende anche nomi conosciuti come (tra gli altri) Giuseppe CulicchiaEnzo Biagi, Giorgio BoccaRoberto Saviano Giulio Andreotti che come recita il sito “non stati reperiti, quelli su cui esistono dubbi di omonimia e quelli i cui eredi non sono stati individuati“.

In altre parole, per tutti questi autori, la SIAE non sembra aver provato a versare quanto sarebbe loro toccato. Davanti a tutti questi nomi, vengono spontanee almeno un paio di domande: Quanti soldi sono stati versati agli autori? Cosa ha fatto la SIAE per rintracciare i beneficiari? E cosa ha fatto questa organizzazione per le somme in giacenza, più interessi ovviamente?

In fondo la SIAE trattiene il 20% di quanto incassa. Visto l’aggio ci si aspetterebbe che l’organizzazione si impegnasse in qualche ricerca in più… Lo stesso discorso si potrebbe allargare ai diritti di seguito - i soldi che spettano a pittori, fotografi, scultori… per le vendite successive alla prima delle loro opere. Si tratta di più di 32 milioni di euro tra il 2008 ed il 2013…

Anche in questo caso ci sono centinaia di autori da reperire…

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