In Italia, per effetto della crisi economica, sulle tavole dei nostri connazionali sono diminuiti i frutti esotici mentre sono apparsi o meglio sono tornati i frutti locali, quelli che potremmo in qualche modo definire anche a chilometri zero. 

La crisi ha praticamente fatto scomparire dalle tavole degli italiani i frutti esotici come possono esserlo i manghi, gli avocadi e le guaiave. Si parla di un crollo degli acquisti pari all’11 per cento.

A questo declino corrisponde però un aumento dei prodotti ortofrutticoli nazionali, in genere quelli a chilometro zero, come le prugne che sono in aumento del 14 per cento, le pesche nettarine con il +13%, oppure le angurie (+6%) e le fragole (+3%).

A spiegare questa inversione di tendenza, questo ritorno alle origini, ci ha pensato la Coldiretti che ha osservato a lungo il cambiamento delle abitudini degli italiani. La genuinità dei prodotti locali ha fatto capolino nel periodo di crisi portando, pensate, anche ad una diminuzione del consumo di banane. Nei primi sei mesi del 2012, infatti, c’è stato un crollo del sei per cento delle vendite di questo frutto.

La quantità di frutta acquista, mediamente, è rimasta stabile, con una leggera flessione dell’1,1 per cento ma fa piacere agli operatori del settore che i consumatori scelgano i prodotti sempre più in base alla stagione.