Le prospettive economiche per il prossimo anno non sono rosee, secondo gli economisti, infatti, anche nel 2013 ci saranno delle difficoltà per molti paesi e conseguentemente per molte imprese. 

Gli economisti accettano ormai senza battere ciglio i dati relativi al calo della produzione industriale di luglio. In fondo questo -0,2 per cento su giugno, che è anche un -7,3% su luglio dell’anno scorso, se lo aspettavano. Tutto fa pensare che si chiuderà il 2012 con una crescita molto negativa.

Nel 2013, quindi, non c’è da stare tranquilli perché il massimo che si potrà ottenere dal nostro sistema produttivo, sarà il raggiungimento della parità.

Sicuramente uno degli elementi che alimentano questo sistema “negativo” è il crollo della domanda interna che potrebbe diventare meno determinante nel momento in cui l’economia nostrana puntasse sull’internazionalizzazione.

A livello governativo, sarebbe importante la decisione del gabinetto Monti di ridurre la tassazione sui redditi da lavoro dipendente al fine di rilanciare i consumi e poi sarebbero ben accette anche tutte le misure in grado di assicurare una maggiore relazione tra le imprese e le università. In questo modo infatti, ci sarebbe più innovazione nelle industrie.

Il calo dei consumi, appena accennato nel paragrafo precedente, dicono gli analisti, è stato consistente soprattutto nei mesi estivi. A settembre si prevede una fase di “stagnazione”.