I prodotti italiani vanno tutelati, così come deve essere tutelata la proprietà intellettuale degli stilisti che si vedono sommersi da prodotti copiati e venduti al pari dell’originale. Una sentenza dà ragione alle proteste di Anna Molinari. Ecco la sentenza. 

Anna Molinari è una dei quelle imprenditrici piegate dal terremoto in Emilia Romagna. Chi non conosce il mondo della moda, forse, non ha familiarità con tal nome. Anna Molinari è la stilista che ha fatto la fortuna del marchio Blumarine, un’eccellenza del distretto industriale di Carpi.

La sua vita è stata sconvolta negli ultimi anni dalla morte tragica del marito e poi dal terremoto, ma adesso è arrivato il momento della rivincita. Ad aiutarla nella sua personale battaglia contro il falso, è stato il tribunale di Torino ed in particolare il giudice Gabriella Ratti, specializzata in tutela della proprietà intellettuale.

I fatti. Molti concorrenti della Blumarine, hanno messo in commercio dei prodotti copiati da quelli di Anna Molinari e li hanno anche distribuiti in molti punti vendita. Adesso, riconosciuto lo stile della Molinari nei prodotti altrui, i concorrenti saranno costretti a “ricomprare” i modelli “falsi” dai negozi in cui li hanno piazzati.

Una sentenza esemplare che mette nelle mani degli operatori del settore della moda, uno strumento importante di tutela.