In questi sulla rete e nei mass media stanno rimbalzando le indiscrezioni su una prossima discesa in campo di Diego Della Valle, patron di Tod’s e della Fiorentina, oltre che socio – insieme a Luca Cordero di Montezemolo – della Nuovo Trasporto Viaggiatori – ma non solo. Avrebbe anche preparato una squadra di governo alternativa a quella di Matteo Renzi con tanti manager ed alla guida il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

Le reazioni non si sono fatte attendere, e sono quasi tutte negative. In prima fila c’è il Corriere della Sera, giornale di cui l’imprenditore marchigiano è uno dei principali azionisti. Peccato però che sia in rotta sia con l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane sia con il socio con la quota maggiore – la Fiat e quindi John Elkann che Della Valle ha bollato con l’epiteto di “imbecille“. Non ci si può quindi stupire che il quotidiano abbia pubblicato un editoriale – firmato da Pierluigi Battista – dal titolo del tutto condivisibile – “Della Valle faccia solo l’imprenditore”, in cui il nostro viene paragonato al “magnate dell’industria Arnheim” ne L’uomo senza qualità di Robert Musil. Un modo dotto per dire che se lui farà lo stesso gli andrà male com’è successo al personaggio del libro.

Per una volta il quotidiano di Via Solferino si trova a braccetto con il Giornale della famiglia Berlusconi. In un articolo in prima pagina lo si rientrare nel “partito degli snob“, di cui fanno parte altri “ricchi, carini, vincenti e glamour” come Luca Cordero di Montezemolo, Mario Monti e Corrado Passera. Tutte persone che “ci hanno già provato ma gli è andata male“.

Alla posizione dei giornali fa eco il diluvio di critiche arrivate dal mondo della politica: si val ministro dell’Interno e leader dell’Ncd Angelino Alfano al governatore democratico della Toscana Enrico Rossi, passando da Cicchitto e Biancone. Non manca nemmeno il parere scettico dell’imprenditore Riccardo Illy, ex-sindaco di Triestre e governatore della regione Friuli, che giustamente esplicita una cosa che sarà venuta in mente a tanti: Non mi pare abbia la diplomazia necessaria per fare il politico…”.

Difficile dargli torto, visto che ha dato del sola a Renzi e Marchionne, dell’“imbecille” a John Elkann, dell’”arzillo vecchietto” al banchiere Giovanni Bazoli, oltre ad aver liquidato come “deficienti” tre ministri dell’attuale governo. Io sinceramente non credo alla sua discesa in campo, ma se ci sta davvero pensando gli faccio lo stesso consiglio che gli ha rivolto Riccardo Illy ”non basta essere grandi imprenditori per diventare bravi politici. Come dimostra la parabola di un imprenditore milanese…”.

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