La DSU (Dichiarazione Unica Sostitutiva) è un modello in parte autocertificato in cui il dichiarante, che la sottoscrive, si assume la responsabilità anche penale di quanto dichiarato.

La sua presentazione è necessaria ai fini del l’ottenimento del l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e quindi per per poter accedere a servizi e prestazioni di welfare a condizioni agevolate.

Responsabilità del dichiarante

Oltre ai dati autodichiarati, per i quali il dichiarante che firma la DSU si assume ogni responsabilità, essa contiene anche informazioni che l’INPS recupera direttamente dai propri archivi, da quelli dell’Agenzia delle Entrate e dall’Anagrafe Tributaria. A vigilare sulla correttezza delle informazioni contenute nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), presentata ai fini dell’ottenimento dell’ISEE, sono l’Agenzia delle Entrate, l’INPS, la Guardia di Finanza e tutti gli enti pubblici che erogano prestazioni assistenziali.

Impedimento alla firma

Un particolare appunto va fatto in merito alla situazione di persona impossibilitata ad apporre la propria firma sulla sulla dichiarazione ISEE perché disabile o illetterato.

In un documento che raccoglie una serie di risposte alle domande più frequenti che riguardano l’ISEE post riforma, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’INPS hanno chiarito che, se chi compila la DSU è una persona con disabilità che ha una carta di identità su cui compare la dicitura “impossibilitato alla firma”, allora la DSU può anche non essere firmata. Stesso discorso per l’illetterato, purché tale stato sia riportato nella carta di identità.

Per completezza riportiamo di seguito la risposta fornita al quesito V_8:

Nel caso di dichiarante (unico componente del nucleo familiare) con carta di identità in cui compaiano le diciture “illetterato” o “impossibilitato alla firma” come ci comportiamo per la sottoscrizione della DSU?

Nel caso di documento d’identità rilasciato dal Comune attestante una delle due condizioni si può non far firmare la DSU e si conserva solo il documento, questo in virtù del fatto che in questo caso lo “status” è stato accertato dal Comune e dichiarato in base a una certificazione medica o altri atti che sono stati acquisiti dallo stesso Ente.