Sarà una banalità, ma è bene ricordarsi che il contribuente deve presentare la dichiarazione solo se ha conseguito tali redditi durante l’anno passato. Tali entrate potranno provenire dallo svolgimento di un’attività da lavoro dipendente o autonomo, dall’esercizio di un’attività d’impresa, dallo sfruttamento di  terreni o fabbricati, o ancora si può trattare di redditi da capitale o “diversi” – quando non rientrano in una di queste categorie.

Per i singoli individui la percezione di un reddito non implica automaticamente la presentazione di una dichiarazione: bisogna superare – per esempio nel caso di un dipendente – gli 8.000 euro di reddito (o i 500 se si possiedono solo redditi da terreni e fabbricati). Il limite degli ottomila non vale se percepiamo solo redditi da lavoro dipendente da una sola fonte oppure unicamente il reddito da abitazione principale più pertinenze, o ancora se dobbiamo meno di 10,33 euro al netto delle detrazioni. In tutti questi casi non c’è da presentare nulla.

Se invece siamo obbligati alla tenuta delle scritture contabili dobbiamo presentare una dichiarazione dei redditi anche se nel 2013 non abbiamo guadagnato nulla. Per evitare brutte sorprese, è sempre meglio ricorrere a soggetti qualificati per compilare la dichiarazione dei redditi.

Infine esiste un criterio generale di esonero: se il contribuente possiede redditi per i quali è dovuta un’imposta non superiore ad euro 10,33 al netto delle detrazioni, se non è obbligato alla tenuta delle scritture contabili, è esonerato dalla presentazione della dichiarazione.

Il consiglio per tutti è sempre quello, per evitare sorprese da parte dell’Agenzia delle Entrate, di farsi assistere nella compilazione da professionisti o assistenti fiscali qualificati.

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